Conferimento della cittadinanza onoraria di Matelica

Teatro Condominiale 28 Giugno 1953

Questa cittadinanza onoraria è un motivo di orgoglio e un motivo di emozione.
Di solito, la cittadinanza onoraria, si conferisce ad estranei illustri. Io non sono nè un uomo illustre nè un forestiero. Non sono nato tra le vostre mura, è vero: ma sono venuto a viverci quando ero così giovane che, si può dire, salvo per l’atto di nascita, tutto il resto della mia vita, sia stando qui sia altrove, deriva da questo ambiente.
Nella pacata e laboriosa compagnia dei matelicesi si è svolta e temprata la mia giovinezza: e dalla dolcezza dei colli che ci attorniano, e che i nostri forti e sapienti agricoltori hanno trasformato in ubertoso giardino, ha origine quella calma nel fronteggiare gli eventi che mi assiste e mi aiuta nelle vicende più dure.
E’ da voi, magari senza riuscire, che ho cercato d’imparare la tenacia nel lavoro, la parsimonia, la sobrietà, e quella tendenza a marciare diretto, senza furberie e senza sotterfugi che tante volte disorienta gli avversari, quando credono che i matelicesi siano simili a loro.
[…] poco ho potuto fare per voi: ma non ho mai dimenticato Matelica e i matelicesi […].
Io non vi prometto nulla. La mia attività si svolge su un piano nazionale, e sarei ingiusto se vi chiedessi un facile applauso con altrettanti facili promesse. Il mio lavoro per sviluppare le produzioni degli idrocarburi e i vapori geotermici, per impedire che gli speculatori le rivolgano a proprio esclusivo profitto, per far nascere da essi industrie nuove, non può essere fatto qui.
Ma io sono certo che anche i miei concittadini ne avranno la loro parte di vantaggio, in fratellanza con tutti gli altri italiani, negli stessi ideali cristiani di patria, di libertà, di benessere. […]